Gli attrezzi del mestiere


Il Monitoraggio Neurofisiologico Intraoperatorio

Controlliamo i nostri attrezzi

Elettrodi ad ago con cavo intrecciato.
Registrano le risposte motorie dai muscoli
e stimolano i nervi per via subcutanea.
Il cavo intrecciato consente di attenuare
i disturbi di registrazione.

Particolare dell'elettrodo ad ago.

Elettrodi ad ago inseriti nel muscolo
Tibiale anteriore per registrare le
risposte motorie.

Elettrodi ad ago inseriti nel muscolo Abduttore
dell'alluce e, per via sottocutanea, per stimolare il
nervo tibiale posteriore.

Elettrodi corkscrew o a vite.
Si inseriscono sotto la cute dello scalpo.
Sono l'ideale per la stimolazione elettrica
transcranica e per registrare i SEP corticali.

Montaggio con elettrodi corkscrew per
la stimolazione elettrica transcranica e
per la registrazione dei SEP.

Le dimensioni di 2,5 cm X 4,5 cm,
insieme all'adesivo conduttivo, lo
rendono un ottimo elettrodo di massa.

Stimolatore peduncolare.
Usato per testare la corretta
foratura per le viti di fissaggio
nelle stabilizzazioni vertebrali.

Particolare dello stimolatore peduncolare.

Stimolatore e registrante per i nervi periferici.
La sua forma ad uncino, consente di sollevare
e isolare il nervo dai tessuti circostanti.

Particolare dello stimolatore-registrante.

Stimolatore bipolare.
Utile per la stimolazione dei nervi cranici,
delle radici spinali e per il mapping del
tronco encefalico.

Particolare dello stimolatore bipolare.

Stimolatore monopolare.
Utile per la stimolazione dei nervi cranici,
delle radici spinali e per il mapping del
tronco encefalico.

Particolare dello stimolatore monopolare.

Elettrodo epidurale tripolare.
Utile per la registrazione dell'Onda D.

Particolare dell'elettrodo epidurale.

Elettrodo laringeo.
Posizionato sul tubo endotracheale,
consente di registrare risposte evocate
dalle corde vocali.

Particolare dell'elettrodo laringeo.

Strip a otto contatti.
E' impiegata per la stimolazione corticale
e per la registrazione dei SEP (fase reversal).

Strip a otto contatti inserita
in sede sottodurale.

Paziente preparato per il monitoraggio
neurofisiologico intraoperatorio.

Introduzione


Il Monitoraggio Neurofisiologico Intraoperatorio ha lo scopo di evitare o ridurre al minimo i danni neurologici, diretti o indiretti, che possono conseguire alla manipolazione chirurgica.

L’obiettivo è quello di riconoscere alterazioni funzionali del cervello, del midollo spinale e dei nervi periferici, prima che queste diventino irreversibili. E’, inoltre, di aiuto per il chirurgo nell’identificare strutture anatomiche nervose durante l’intervento.

Senza evocare i dati storici, si può sicuramente affermare che il Monitoraggio Neurofisiologico Intraoperatorio ha avuto uno sviluppo esponenziale nel corso degli ultimi venti anni, sia nel perfezionamento delle metodiche che nel suo impiego effettivo in sala operatoria.

Ciò è avvenuto anche nel nostro Paese, a mio parere, con un lieve ritardo, anche per evitare i problemi medico-legali a cui si potrebbe andare incontro qualora non fosse impiegato.

Anche per questo, (ma spero non solo per questo) penso che in ogni sala operatoria dove si eseguono interventi chirurgici che possano mettere a rischio strutture nervose, presto ci sarà bisogno di un Tecnico di Neurofisiopatologia per eseguire un Monitoraggio Neurofisiologico Intraoperatorio.

Lo scopo di questo blog è di divulgare, specialmente tra i giovani colleghi, le tecniche e la “filosofia” che sono alla base di questa metodica di indagine neurofisiologica, che poi, altre non sono, se non le stesse che tutti noi utilizziamo quotidianamente nei nostri laboratori, ossia:

  • Elettroencefalogramma

  • Elettromiografia

  • Elettroneurografia

  • Potenziali evocati (uditivi, somatosensoriali, motori)

Una differenza sostanziale, è che queste tecniche non sono impiegate singolarmente, ma, spesso anche tutte insieme contemporaneamente. Altra differenza non meno importante, è che i tempi di valutazione delle risposte devono essere necessariamente più rapidi.

Il mio grande desiderio, è che chiunque abbia qualsiasi livello di esperienza nel Monitoraggio Neurofisiologico Intraoperatorio, voglia portare il suo contributo attraverso un articolo da inserire nel blog. Chi, invece, non avesse esperienza, possa  porre domande e trovare qui qualche risposta.

Grazie